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Totem

Bozzetto a pastello e tempera per quattro sculture in legno ("Totem").

Denominazione oggetto:
grafica
Numero d'inventario:
360
Autore:
Vallazza, Adolf
Collezione:
Collezione Museion
Data:
1987
Materiale:
gessetto a pastello, tempera, carta
Tecnica:
disegnato, dipinto
Istituzione:
Fondazione MUSEION. Museo d'arte moderna e contemporanea Bolzano
Dimensioni:
opera altezza 44.2 cm, opera larghezza 61 cm, cornice altezza 51 cm, cornice larghezza 71 cm, cornice profondità 2 cm
Note storico-critiche:
"Vallazza, pur nella tradizionale conoscenza di un 'mestiere', che nella scultura in legno raggiunge talora il virtuosismo, rappresenta l'eccezione 'moderna', il caso addirittura unico, di un intagliatore-creatore, dotato di rare qualità d'interprete, maestro nell'arte difficile di proporre nuovi schemi di visione classica.
Ogni immagine assume una dimensione poetica e un valore emblematico anche quando, nel recupero di certi elementi fantastici suggeriti dai bestiari romanici, Vallazza si avvicina a qualche modo dell'art brut, scoperto nei più autentici filoni dell'arte popolare da Dubuffet.
È indubbio comunque che si tratta di scelte affini, nell'ambito di ricerche, spiegabili come reazioni ai rigori concettuali dell'arte concreta, del costruttivismo razionale. Scelte di un uomo, che considera il legno nodoso e venato, nella grande varietà dei colori e delle strutture, come il materiale più adatto a esprimere il proprio mondo fantastico.
E comporre con più legni, di vecchie baite o di antiche case in demolizione, è per Vallazza un'arte raffinata, poiché si tratta di tavole o travi, corrose o scalfite, con solchi e piani, che rivelano fibre e venature, da sfruttare come un disegno, nato dall'interno, e da interpretare come una segreta scrittura, intensamente espressiva.
Con tanta varietà di legni Vallazza compone le figure degli incubi e dei sogni, le figure araldiche e quelle monumentali, seguendo la legge antica della frontalità.
Il semplice (ma non lo è poi tanto) segreto di Adolf Vallazza consiste nel rispetto di certe regole tradizionali nel legare insieme, per mezzo di incastri, le parti mobili, nelle quali la scultura è divisa, adattandole in funzione costruttiva, anziché, secondo l'uso moderno, in funzione ludica. È possibile, in tal modo, analizzare la composizione nei suoi diversi elementi plastici: ricostruirla nella struttura monumentale di arcaica solennità, attraverso i vari legni squadrati a filo o intagliati nei loro volumi informali, talora con qualche accenno di decorazione in rilievo o incise, appena colorate o macchiate a chiaroscuro.
Vallazza esprime in modo nuovo il sentimento della natura, la serenità dello spirito, il distacco contemplativo del solitario, che non si lascia ingannare dalle false apparenze.
Le sue sculture attuali sono la conclusione poetica di una serie di negazioni, che lo hanno allontanato, attraverso una ricerca impegnata, da ogni traccia di manierismo figurativo di origine artigianale.
Adolf ha lentamente trovato se stesso nelle immagini di un mondo dimenticato o perduto, che viveva invece segretamente nel suo subconscio, per rinascere poi negli aspetti più misteriosi e più ricchi di fascino delle sculture, liberate dalle incrostazioni di un lungo tempo senza storia.
La sua verità è una conquista, dovuta a una esperienza spirituale, ispirata umilmente dall’amore per la scultura in legno e umilmente vissuta nella solitudine di un paese di montagna, come se il mondo di oggi fosse soltanto una folle invenzione fantascientifica."
(tratto da: Giuseppe Marchiori, "I legni di Vallazza", Foligraf, Mestre 1974)

 

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